mercoledì, 03 dicembre 2008

Siegfred Zademack

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alcuni quadri presi a caso da questo pittore che SUBITO mi è entrato nel cuore.!!!

Grazie, come sempre, a CenereDiRose eheheh

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mercoledì, 03 dicembre 2008

Uno dei miei EROI DI SEMPRE

DonaldDuckDonaldDuck

 

 

COME SI FA A NON AMARLO ALLA FOLLIA????

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martedì, 02 dicembre 2008

Un Mozart Dormiente in Requiem di sonno

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Me stesso medesimo

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martedì, 02 dicembre 2008

MITICO!!!!

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lunedì, 01 dicembre 2008

Che CAZZO hai da guardare?

Bender
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sabato, 15 novembre 2008

Come si fa a non adorarla?

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Ellen Page

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venerdì, 14 novembre 2008

Grazie a dio sono ateo

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giovedì, 13 novembre 2008

"Dorothy, c'è un uragano in arrivo????"

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domenica, 09 novembre 2008

Fra un fiore colto e uno donato l'inesprimibile nulla



Agonia


 
Morire come le allodole assetate
sul miraggio
 
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia
 
Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato


Veglia
Cima Quattro il 23 dicembre 1915

 
Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore
 
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
    
 
    
 
Fratelli
Mariano il 15 luglio 1916
 

Di che reggimento siete
fratelli?
 
Parola tremante
nella notte
 
Foglia appena nata
 
Nell'aria spasimante
involontaria rivolta
dell'uomo presente alla sua
fragilità
 
Fratelli
    
 
    
 
 
San Martino del Carso
Valloncello dell'Albero Isolato il 27 agosto 1916
 

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
 
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
 
Ma nel cuore
nessuna croce manca
 
E' il mio cuore
il paese più straziato
    

    

 

Allegria di naufragi
Versa il 14 febbraio 1917

 
E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare
    

    
 
Mattina
Santa Maria La Longa il 26 gennaio 1917

 
M'illumino
d'immenso.
    
 
Soldati
Bosco di Courton luglio 1918

 
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.
    
 
La madre
1930

 
E il cuore quando d'un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d'ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
 
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
 
Alzerai tremante le vecchie braccia.
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
 
E solo quando m'avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
 
Ricorderai d'avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.
    
 
Dove la luce
1930

 
Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
E del mare e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d'ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.
 
Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov'è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d'oro.
 
L'ora costante, liberi d'età,
Nel suo perduto nimbo
Sarà nostro lenzuolo
    
 
Sentimento del tempo
1931
 

E per la luce giusta,
Cadendo solo un'ombra viola
Sopra il giogo meno alto,
La lontananza aperta alla misura,
Ogni mio palpito, come usa il cuore,
Ma ora l'ascolto,
T'affretta, tempo, a pormi sulle labbra
Le tue labbra ultime.





      SONO UNA CREATURA
      Valloncello di Cima Quattro il 5 agosto 1916

      Come questa pietra
      Del S. Michele
      Così fredda
      Così dura
      Così prosciugata
      Così refrattaria
      Così totalmente
      Disanimata

      Come questa pietra
      È il mio pianto
      Che non si vede

      La morte
      Si sconta
      Vivendo.





      GIROVAGO
      Campo di Mailly maggio 1918


      In nessuna
      Parte
      Di terra
      Mi posso
      Accasare

      A ogni
      Nuovo
      Clima
      Che incontro
      Mi trovo
      Languente
      Che
      Una volta
      Già gli ero stato
      Assuefatto

      E me ne stacco sempre
      Straniero

      Nascendo
      Tornato da epoche troppo
      Vissute

      Godere un solo
      Minuto di vita
      Iniziale
      Cerco un paese
      Innocente



Il porto sepolto
 
Mariano il 29 giugno 1916

 
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
 
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d'inesauribile segreto


        Fase d'oriente
        
        Versa il 27 aprile 1916
        
        Nel molle giro di un sorriso
        ci sentiamo legare da un turbine
        di germogli di desiderio
        
        Ci vendemmia il sole
        
        Chiudiamo gli occhi
        per vedere nuotare in un lago
        infinite promesse
        
        Ci rinveniamo a marcare la terra
        con questo corpo
        che ora troppo ci pesa
        

***

        
        
        Tramonto
        
        Versa il 20 maggio 1916

        
        Il carnato del cielo
        sveglia oasi
        al nomade d'amore
        

***

        
        
        Annientamento
        
        Versa il 21 maggio 1916

        
        Il cuore ha prodigato le lucciole
        s'è acceso e spento
        di verde in verde
        ho compitato
        
        Colle mie mani plasmo il suolo
        diffuso di grilli
        mi modulo
        di
        sommesso uguale
        cuore
        
        M'ama non m'ama
        mi sono smaltato
        di margherite
        mi sono radicato
        nella terra marcita
        sono cresciuto
        come un crespo
        sullo stelo torto
        mi sono colto
        nel tuffo
        di spinalba
        
        Oggi
        come l'Isonzo
        di asfalto azzurro
        mi fisso
        nella cenere del greto
        scoperto dal sole
        e mi trasmuto
        in volo di nubi
        
        Appieno infine
        sfrenato
        il solito essere sgomento
        non batte più il tempo col cuore
        non ha tempo né luogo
        è felice
        
        Ho sulle labbra
        il bacio di marmo
        

***

        
        
        Stasera
        
        Versa il 22 maggio 1916
        

        Balaustrata di brezza
        per appoggiare stasera
        la mia malinconia
        

***

        
        
        Dannazione
        
        Mariano il 29 giugno 1916

        
        Chiuso fra cose mortali
        
        (Anche il cielo stellato finirà)
        
        Perché bramo Dio?
        

***

        
        
        Malinconia
        
        Quota Centoquarantuno il 10 luglio 1916

        
        Calante malinconia lungo il corpo avvinto
        al suo destino
        
        Calante notturno abbandono
        di corpi a pien'anima presi
        nel silenzio vasto
        che gli occhi non guardano
        ma un'apprensione
        
        Abbandono dolce di corpi
        pesanti d'amaro
        labbra rapprese
        in tornitura di labbra lontane
        voluttà crudele di corpi estinti
        in voglie inappagabili
        
        Mondo
        
        Attonimento
        in una gita folle
        di pupille amorose
        
        In una gita che se ne va in fumo
        col sonno
        e se incontra la morte
        è il dormire più vero
        

***

        
        
        Destino
        
        Mariano il 14 luglio 1916

        
        Volti al travaglio
        come una qualsiasi
        fibra creata
        perché ci lamentiamo noi?
        

        Universo
        
        Devetachi il 24 agosto 1916

        
        Col mare
        mi sono fatto
        una bara
        di freschezza
        

        Ogni grigio
        
        1925

        
        Dalla spoglia di serpe
        Alla pavida talpa
        Ogni grigio si gingilla sui duomi…
        
        Come una prora bionda
        Di stella in stella il sole s'accomiata
        E s'acciglia sotto la pergola…
        
        Come una fronte stanca
        È riapparsa la notte
        Nel cavo d'una mano…
        

***

        
        
        Con fuoco
        1925

        
        Con fuoco d'occhi un nostalgico lupo
        Scorre la quiete nuda.
        
        Non trova che ombre di cielo sul ghiaccio,
        
        Fondono serpi fatue e brevi viole.
        

Eco
1927

 
Scalza varcando da sabbie lunari,
Aurora, amore festoso, d'un'eco
Popoli l'esule universo e lasci
Nella carne dei giorni,
Perenne scia, una piaga velata.
 


        Sentimento del tempo
        
        1931

        
        E per la luce giusta,
        Cadendo solo un'ombra viola
        sopra il giogo meno alto,
        La lontananza aperta alla misura,
        Ogni mio palpito, come usa il cuore,
        Ma ora l'ascolto,
        T'affretta, tempo, a pormi sulle labbra
        Le tue labbra ultime.
        



        Silenzio stellato
        
        1932

        
        E gli alberi e la notte
        non si muovono più
        Se non da nidi.
        


Tutto ho perduto
 
Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.
 
L'infanzia ho sotterrato
Nel fondo delle notti
E ora, spada invisibile,
Mi separa da tutto.
 
Di me rammento che esultavo amandoti,
Ed eccomi perduto
In infinito delle notti.
 
Disperazione che incessante aumenta
La vita non mi è più,
Arrestata in fondo alla gola,
Che una roccia di gridi.
 



Il tempo è muto

 
Il tempo è muto fra canneti immoti…
 
Lungi d'approdi errava una canoa…
Stremato, inerte il rematore… I cieli
Già decaduti a baratri di fiumi…
 
Proteso invano all'orlo dei ricordi,
Cadere forse fu mercé…
 
Non seppe
 
Ch'è la stessa illusione mondo e mente,
Che nel mistero delle proprie onde
Ogni terrena voce fa naufragio.
 


Nelle vene
 
Nelle vene già quasi vuote tombe
L'ancora galoppante brama,
Nelle mie ossa che si gelano il sasso,
Nell'anima il rimpianto sordo,
L'indomabile nequizia, dissolvi;
 
Dal rimorso, latrato sterminato,
Nel buio inenarrabile
Terribile clausura,
Riscattami, e le tue ciglia pietose
Dal lungo tuo sonno, sommuovi;
 
Il roseo improvviso tuo segno,
Genitrice mente, risalga
E riprenda a sorprendermi;
Insperata risùscitati,
Misura incredibile, pace;
 
Fa, nel librato paesaggio, ch'io possa
Risillabare le parole ingenue.



La tua luce
 
Scompare a poco a poco, amore, il sole
Ora che sopraggiunge lunga sera.
 
Con uguale lentezza dello strazio
Farsi lontana vidi la tua luce
Per un non breve nostro separarci.
        



alcune stille di genio di G. Ungaretti
AleVettorato alle 19:10 in: frammanti darte a cui inchinarsi, gente da conoscere
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domenica, 09 novembre 2008

Ne ero profondamente innamorato...

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